Il futuro prossimo della mobilità in Europa

Il futuro prossimo della mobilità in Europa

K metro 0 – Bruxelles – Per accompagnare e governare l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nel settore dei trasporti, la Commissione europea ha adottato nei mesi scorsi un’Agenda per una transizione socialmente equa verso una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti. Molte novità saranno introdotte già entro la fine di questa legislatura, altre entro

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K metro 0 – Bruxelles – Per accompagnare e governare l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nel settore dei trasporti, la Commissione europea ha adottato nei mesi scorsi un’Agenda per una transizione socialmente equa verso una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti. Molte novità saranno introdotte già entro la fine di questa legislatura, altre entro il 2025, ossia l’orizzonte temporale individuato dalla strategia.

La mobilità tradizionale si sta già trasformando grazie a servizi di mobilità condivisa e a forme di intermodalità più agevoli. La digitalizzazione, l’automazione e le fonti di energia alternative rivoluzionano i modelli tradizionali e creano nuove opportunità connesse all’efficienza delle risorse e all’economia circolare e collaborativa. Questi cambiamenti però non sempre sono positivi. Se da un lato creano nuovi posti di lavoro, dall’altro possono renderne obsoleti altri. Richiedono non solo nuove competenze e buone condizioni di lavoro, ma anche capacità di anticipazione e adattamento e investimenti. L’agenda della Commissione si concentra sul trasporto su strada e fa una serie di proposte riguardanti il sostegno alla realizzazione delle infrastrutture per la tariffazione stradale, i combustibili alternativi e la connettività, una migliore informazione dei consumatori, un mercato interno più forte e il miglioramento delle condizioni di lavoro per il settore dell’autotrasporto, nonché misure volte a gettare le basi per la mobilità cooperativa, interconnessa e automatizzata.

Il settore automobilistico europeo subirà modifiche strutturali con implicazioni anche per la sua posizione competitiva a livello mondiale

Nel prossimo futuro le attività di trasporto in tutta Europa continueranno a crescere. Fra il 2010 e il 2050 il trasporto passeggeri dovrebbe aumentare del 42% circa, mentre quello merci del 60%.  Il trasporto su strada costituisce la metà del totale delle attività di trasporto merci (quasi i tre quarti su strada) ed è la principale forma di trasporto privato dei cittadini. Si calcola che le imprese di autotrasporto dell’UE diano lavoro direttamente a circa 5 milioni di persone e che la congestione del trasporto su strada provoca sprechi enormi, il cui valore è stimato all’1% del prodotto interno lordo dell’UE (100 miliardi di euro), e il fenomeno è in aumento.

L’Europa deve puntare a compiere progressi rapidi per realizzare un sistema di trasporto pulito, competitivo e interconnesso che integri tutti i mezzi di trasporto entro il 2025 e che copra l’intera Unione europea, collegandola ai paesi vicini e al resto del mondo. Tale sistema deve permettere a tutti di spostarsi senza difficoltà in città e tra le città e le zone rurali, restando sempre collegati. E questo ambizioso obiettivo richiede un approccio integrato a livello dell’UE, nazionale, regionale e locale in molteplici settori di intervento.

La decarbonizzazione, l’utilizzo di tecnologie a basse emissioni, quali la propulsione elettrica per i veicoli a motore, e lo sviluppo di soluzioni di mobilità cooperative, interconnesse e altamente automatizzate sono alcune delle sfide più urgenti e delle principali opportunità per il futuro della nostra mobilità; lo stesso vale per l’emergere di nuovi concetti di mobilità, ad esempio il car-sharing, e di nuove soluzioni per ottimizzare la logistica. Il settore automobilistico europeo subirà modifiche strutturali che potrebbero notevolmente riorganizzare la catena del valore, le priorità d’investimento e le scelte tecnologiche, con implicazioni anche per la sua posizione competitiva a livello mondiale. Questo inciderà sui differenti attori che partecipano alla catena del valore, dai produttori di materie prime, dai fornitori e dai fabbricanti di veicoli ai concessionari e ai servizi di assistenza, compresi tutti quanti prestano servizi di mobilità.

Bisogna cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie digitali. La connettività e i social media stanno trasformando i concetti di mobilità tradizionali. Stanno emergendo nuovi modelli economici che producono servizi innovativi di mobilità, fra cui nuove piattaforme online per le operazioni di trasporto merci, car pooling, sistemi di condivisione di biciclette o auto, oppure applicazioni per smartphone che offrono analisi e dati in tempo reale sulle condizioni del traffico. I veicoli stessi stanno cambiando sotto la spinta delle tecnologie digitali. Diventano sempre più intelligenti, grazie a nuovi servizi di bordo interconnessi e cooperativi e alla maggiore automazione disponibile. Lo sviluppo di veicoli senza conducente beneficia di investimenti massicci. I veicoli automatizzati dovranno ricorrere a scambi di dati sicuri fra i veicoli e fra i veicoli e l’infrastruttura stradale, il che, a sua volta, richiede una capacità di rete sufficiente per consentire a milioni di veicoli di interagire contemporaneamente. La guida completamente automatizzata richiederà inoltre nuovi servizi e infrastrutture satellitari e di telecomunicazione per il posizionamento dei veicoli e la comunicazione fra di essi.

Ma la produzione di veicoli puliti, interconnessi e automatizzati ha un impatto anche sull’intensità di lavoro nel settore manifatturiero e richiede nuove competenze, ad esempio per l’assemblaggio dei motori elettrici o la fabbricazione di batterie, attrezzature informatiche o dispositivi di rilevamento, e se da un lato si prevede che la richiesta di ingegneri continuerà ad aumentare, dall’altro i processi richiedono sempre più competenze informatiche sofisticate. Occorre anticipare questa tendenza e accompagnarla con un dialogo sociale rafforzato e meccanismi di sostegno per aiutare i cittadini a sfruttare al meglio le nuove opportunità.

 

di Michela Bilotta

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