State of the Union 2018: solo la solidarietà salverà l’Unione Europea

State of the Union 2018: solo la solidarietà salverà l’Unione Europea

K metro 0 – Firenze –  “Gli europei conoscono e hanno fiducia nell’euro ma si aspettano che la moneta unica porti la stabilità e la prosperità promessa. Per questo il nostro dovere di policymakers è di ripagare la loro fiducia e completare le aree della nostra Unione che sappiamo essere incomplete”. Basterebbero queste parole del

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K metro 0 – Firenze –  “Gli europei conoscono e hanno fiducia nell’euro ma si aspettano che la moneta unica porti la stabilità e la prosperità promessa. Per questo il nostro dovere di policymakers è di ripagare la loro fiducia e completare le aree della nostra Unione che sappiamo essere incomplete”. Basterebbero queste parole del Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, per riassumere il nodo che governi e istituzioni europee sono chiamate a sciogliere per disinnescare le mine di antieuropeismo che anni di crisi economica, populismi di varia natura e mancanza di una vera solidarietà all’interno delle politiche europee hanno disseminato sul percorso del progetto Europa Unita. La carenza di solidarietà è forse stata in questi ultimi anni e mesi il freno più evidente alla progressione dell’unità e della stessa crescita economica, tanto da diventare il tema portante dell’ottava edizione di “State of the Union” promosso dal European University Institute di Firenze e svoltosi dal 10 al 12 maggio. Fare il punto della “Solidarity in Europe” dunque, con la consapevolezza che il tema necessita di azione da parte dei policymakers, appunto, più che dei cittadini. Nell’edizione di quest’anno, ben quattro i capi di Stato presenti: il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, Michael Higgins, Presidente della Repubblica d’Irlanda, Marcelo Rebelo de Sousa, Presidente della Repubblica Portoghese e Prokopios Pavlopoulos, Presidente della Repubblica Ellenica.

Oltre al presidente della BCE Mario Draghi, sono intervenuti Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo e Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, affiancati dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Federica Mogherini. Alti membri della Commissione Europea e del Parlamento Europeo hanno partecipato a diverse sessioni del meeting fiorentino, trattando i temi della solidarietà e del budget UE, del ruolo degli investimenti sociali, dell’integrazione dei richiedenti asilo e delle attitudini nei confronti dell’immigrazione, dei cambiamenti climatici e dei mercati emergenti dell’energia. Dal lungo intervento del Presidente Mattarella è emersa la preoccupazione bruciante che si perda la prospettiva di quanto abbia già realizzato l’Europa e di come debba rimanere unita per affrontare un difficile presente globale: “Sappiamo che nessuna delle grandi sfide che il nostro continente deve affrontare oggi può essere gestita da un singolo Paese membro dell’Unione, per quanto grande possa essere. Non le sfide rappresentate dalla tensione ai nostri confini settentrionali e meridionali, né l’instabilità prodotta da misure improvvise e inattese che rischiano di scatenare guerre commerciali a danno di tutti. Né quelle collegati alle forniture energetiche, ai cambiamenti climatici, alla rivoluzione digitale, alle disuguaglianze economiche, alla lotta contro il terrorismo e ai fenomeni sempre più sottili e insidiosi della criminalità organizzata e dei flussi migratori epocali. La sicurezza e il progresso di ogni società sono fondati sul principio di reciprocità tra i suoi membri. Questo è il senso della solidarietà: sapere che puoi contare sull’aiuto del tuo vicino quando la tua forza non è abbastanza.”

di Daniela Paoletti

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